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Nelle sale delle antiche scuderie di villa Mazzucchelli é ubicato il Museo della Moda e del Costume. La collezione, che ha origine dalle ricerche e nei viaggi di Franca Meo, è costituita da circa 5.000 pezzi, comprensivi di abiti, accessori, cappellini, fazzoletti, ombrellini, ventagli, guanti, monili, biancheria intima e da casa, paramenti sacri, strumenti da lavoro, abbigliamento infantile e giocattoli, cronologicamente databili dalla metà del Settecento fino alla nascita dell’alta moda nel Novecento. Una collezione di abiti etnici del XIX e XX secolo arricchisce il fondo del museo.
Tra i materiali che compongono le ricche raccolte vi sono, inoltre, fotografie storiche, stampe antiche, cartoline e figurini dell’Ottocento e del Novecento, che costituiscono una sezione specifica di documenti iconografici sull’evoluzione del gusto vestimentario in età moderna.
Il percorso espositivo si articola in sei sezioni, partendo dalla Sala delle Colonne, dove viene proposta l’evoluzione della moda in cento anni di storia, attraverso una serie di abiti databili tra la fine dell’Ottocento e gli anni settanta del XX secolo. Nei secoli precedenti il ritmo della vita e i cambiamenti di gusto e costume erano più lenti. All’inizio del XX secolo, tutto cambiò rapidamente: nuove invenzioni e scoperte portarono ad un diverso modello di vita. Le abitudini quotidiane e naturalmente anche la moda, mutarono con la stessa velocità. Da questo ritmo di consumi deriva quindi la difficoltà di dare un giudizio sintetico del Novecento, che pertanto è necessario suddividere in periodi, tenendo conto delle vicende storiche e dei movimenti artistico culturali. L’allestimento di questa prima sala è periodicamente alternato con l’esposizione della ricca collezione di abiti da sposa o con esposizioni temporanee legate al mondo della moda.
Nella seconda sezione, dedicata agli abiti e agli accessori da sera e da cerimonia, trovano spazio abiti databili tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Arricchisce e completa il percorso un cospicuo numero di accessori: cappellini dalle forme più svariate, borsette, ventagli, mantelline da teatro, accessori per la cura della bellezza femminile.
La terza sezione è dedicata alla tessitura, con l’esposizione di biancheria per la casa, testimonianza della perizia e dell’abilità delle donne del passato nel realizzare tessuti, splendidi ricami e preziosi merletti, accanto all’ottocentesco telaio in legno, di origini lombarde.
La quarta sezione propone l’evoluzione della biancheria intima femminile partendo dalle eleganti sottogonne, vestaglie da camera e matinée di fine Ottocento per giungere alle coulotte in seta degli anni Venti fino ai primi esempi di calze in seta e collant in nylon.
La quinta sezione è ospitata nel suggestivo ambiente che originariamente era dedicato alla cucina della settecentesca villa, di cui resta l’originale fuoco con annesso forno. In perfetta sintonia con l’originaria destinazione d’uso di questo ambiente, sono gli oggetti esposti, legati ai lavori domestici del passato: pentole e bilance, strizzatoi, ferri da stiro, lampade ad olio, strumenti per la filatura e la tessitura, macchine da cucire e macchine da maglieria.
La sesta sezione, nelle ultime due sale del percorso, è dedicata al mondo del bambino. Vetrine animate da giocattoli, bambole, marionette, vecchi monopattini e slittini ma anche importanti capi d’abbigliamento, legati soprattutto alla tradizione del completo da battesimo, spesso composto da numerosi pezzi, finemente ricamati e adornati da preziosi pizzi
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